
Reggio Calabria città di mare: ecco il Ddl che potrebbe essere sfruttato
Reggio Calabria città di mare, o almeno sulla cartina geografica. E’ un obiettivo che la città calabrese delle Stretto si è sempre posta, ma che non è mai riuscito a realizzare in maniera concreta. Serve ovviamente una programmazione chiara e mirata, su cui le passate amministrazioni probabilmente hanno puntato ma non sono riuscite a centrare. Per riuscirci servono ovviamente visione, ma soprattutto risorse economiche: in questi giorni il governo Meloni ha approvato il Ddl Mare che interviene su governance, turismo subacqueo, nautica da diporto, cantieristica e pesca. Da non sottovalutare anche per la città di Reggio Calabria come focus strategico nel rafforzamento del presidio culturale e nel contesto del nuovo Museo del Mare. Il contesto normativo si inserisce nel progetto realizzato da Zaha Hadid perché l’opera situata sul molo di levante del porto si propone come hub culturale e di sviluppo per l'intera area metropolitana.
Uno degli elementi più rilevanti, infatti, riguarda l’istituzione della zona contigua oltre il limite delle acque territoriali, fino a 24 miglia nautiche dalla costa. Si tratta di uno strumento previsto dal diritto internazionale che consente allo Stato di rafforzare i controlli su violazioni doganali, fiscali, sanitarie e migratorie, ma anche di tutelare il patrimonio archeologico subacqueo. La misura rafforza la capacità di presidio ambientale e culturale delle aree marine, contribuendo alla protezione di un patrimonio spesso esposto a pressioni illegali o a sfruttamento non regolato. Un’occasione da non perdere per l’amministrazione di Reggio Calabria, se si ragiona nell’ottica vera di città di mare.
